EBITDA o Free Cash Flow? Qual è il vero indicatore di performance
L’EBITDA è la metrica finanziaria più popolare; infatti, una riunione non può considerarsi conclusa se non viene pronunciata almeno una volta la parola Ebitda.
Uno degli investitori più intelligenti di tutti i tempi, Charlie Munger, era solito criticare l’EBITDA, definendolo “bullshit earnings” perché ignora spese importanti come le tasse, gli interessi e gli ammortamenti e può far sembrare un’azienda più sana di quanto non sia in realtà.
EBITDA (Earning Before Interest, Tax, Depreciation And Amortisation)
L’EBITDA è una metrica finanziaria molto utilizzata che fornisce indicazioni sulle prestazioni operative di un’azienda. Escludendo interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti, l’EBITDA si concentra sulla redditività di base di un’azienda. È considerato un modo per vedere quanta cassa un’azienda produce solo grazie al suo Core Business, senza considerare l’effetto di altri aspetti di carattere finanziario o straordinario.
Le principali applicazioni dell’EBITDA comprendono:
- Semplificare l’analisi della redditività operativa escludendo le interferenze finanziarie. L’EBITDA, ad esempio, può fornire un modo per confrontare le prestazioni di un’azienda prima e dopo un’acquisizione con leva finanziaria, escludendo dall’analisi il peso dei molti debiti su cui maturano interessi.
- Confrontare le prestazioni di aziende dello stesso settore (escludendo dalle comparazioni gli effetti attribuibili all’assetto patrimoniale-finanziaria delle società e alle politiche contabili) e della stessa azienda nel tempo.
- Valutazione aziendale: Viene utilizzato nelle metriche di valutazione che definisco il valore dell’impresa come un multiplo dell’EBITDA.
In sostanza, l’EBITDA viene impiegato per valutare la redditività operativa di un’azienda e per fare confronti tra aziende diverse o tra la stessa azienda in periodi diversi, senza l’influenza della struttura del capitale e delle voci contabili non monetarie.
Flusso di cassa libero (FCF)
Il Free Cash Flow (FCF) rappresenta la liquidità che una società genera dopo aver contabilizzato i flussi di cassa in uscita per sostenere le proprie attività e mantenere i propri asset di capitale. A differenza di altre misure come gli utili o l’utile netto, il FCF è una misura della redditività che esclude le spese non monetarie dal conto economico e include le spese per attrezzature e beni, nonché le variazioni del capitale circolante dallo stato patrimoniale. Il FCF rappresenta il livello di flusso di cassa non vincolato (FREE) che un’azienda ha a disposizione.
Le principali applicazioni del Free Cash Flow sono:
- Misurare la salute finanziaria di un’azienda: Il management e gli investitori utilizzano il FCF come misura della salute finanziaria di un’azienda. È considerato il denaro disponibile per rimborsare i creditori o pagare dividendi e interessi agli investitori. È fondamentale per capire la capacità di un’azienda di rimborsare il debito e finanziare la crescita senza ricorrere a finanziamenti esterni.
- Rivela potenziali problemi finanziari: Il FCF può rivelare problemi nei fondamentali finanziari prima che diventino evidenti nel conto economico di un’azienda. Un andamento decrescente del FCF accanto a utili stabili potrebbe segnalare problemi quali l’aumento delle scorte, i ritardi nei pagamenti dei clienti o l’accelerazione delle richieste di pagamento da parte dei fornitori.
- Valutazione aziendale: Nella valutazione di un’azienda che comporta l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri, il FCF è la grandezza di riferimento. Gli investitori, infatti, utilizzano il FCF per valutare la capacità di una società di generare liquidità e di restituire valore agli azionisti (attraverso i dividendi) ed ai finanziatori (attraverso gli interessi).
Vale la pena di notare che il FCF non è un valore manifestamente esplicitato nei bilanci depositati (“ufficiali”) delle società e deve essere calcolato utilizzando altri dati disponibili contenuti nei prospetti di bilancio.
Sebbene un FCF sano sia generalmente considerato positivo, il contesto è importante. Un FCF elevato potrebbe essere il risultato di un rinvio di investimenti necessari, che potrebbe causare problemi futuri. Pertanto, il FCF (come l’EBITDA) non è un indicatore indiscutibile e assoluto, ma piuttosto, deve essere utilizzato insieme ad altri indicatori finanziari per analizzare la salute finanziaria complessiva di un’azienda.
Conclusioni
In sintesi mentre l’EBITDA è un indicatore immediato e utile per confrontare le performance operative di aziende simili e le performance della stessa azienda nel tempo, il FCF è spesso preferito quando si desidera una comprensione più approfondita della reale capacità di un’azienda di generare liquidità, della sua salute finanziaria complessiva e del suo valore per gli investitori.
Il FCF, infatti, ha una vista più completa, perché considera anche gli investimenti in capitale fisso e circolante necessari per mantenere, far crescere il business o rilanciare un’impresa.
Quale che sia la finalità dell’analisi, la critica di Charlie Manger all’uso smodato dell’EBITDA invita analisti e investitori ad acquisire un quadro completo (e possibilmente non solo finanziario) nella valutazione delle aziende, piuttosto che affidarsi a metriche che potrebbero offrire e talvolta sono appositamente costruite per fornire una visione eccessivamente ottimistica.


